Il problema non è cosa scrivere, cosa pensare, cosa capire. Il problema è proprio come non scriverlo, come non metterlo nero su bianco e vederlo inciso in maniera indelebile, come smettere di rincorrerlo sperando possa essere altro. Il problema è riuscire a sfiorarlo appena, girargli intorno, accennarlo senza davvero scoprirlo, farselo scivolare addosso senza trattenerlo, come un velo di seta che non vuole stare fermo sulla testa e cade dalle spalle ai piedi, per poi risalire a coprirci e cadere ancora. E ancora.