Visualizzazione post con etichetta post che nuoce gravemente all'umore. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta post che nuoce gravemente all'umore. Mostra tutti i post

lunedì 4 febbraio 2013

so far away

Ok, sono stata brava, ho affrontato tutto con raziocinio, sono stata lucida e efficiente prima, preparata e composta quando è stato il momento, positiva e dinamica dopo, ho fatto  quello che andava fatto, o che credevo andasse fatto, ho evitato quel che ritenevo deleterio, ho analizzato quando ne ho sentito il bisogno, sedato quando valutavo fosse urgente e preferibile, ho reimpostato, affrontato, modificato, ritrovato, ricordato... Ok, sono stata brava... nessuno può dire il contrario, nessuno mi dice il contrario.
Ora, però, che ho dimostrato che sapevo farlo, possiamo far tornare tutto come prima?



mercoledì 24 ottobre 2012

anni vs.

Certi incontri ti portano  a riflettere per forza. Voglio dire, lo farebbero a tutti, credo. Figurarsi ad una come me che metaforizza anche sul fumo che esce dai tubi di scappamento delle auto...
Così capitano quelle giornate in cui incontri le ex... oddio, quando ti fidanzi praticamente da adolescente, la parola ex è associabile, più o meno, alle simpatie delle elementari, ciò nonostante io, che ho sempre avuto una spiccata attitudine alle seghe mentali, sono riuscita ad identificare due o tre candidate al ruolo, ognuna per un motivo diverso ed a dilettarmi, in vari periodi della mia vita, nell'inutile interrogativo se una di loro o anche tutte, avrebbero potuto essere compagne migliori di me. Del resto, la loro diversità, non solo da me, ma anche tra di loro, indica chiaramente che avevo stereotipato quelle che spesso ho sentito come mie inadeguatezze. Ad esempio, una è una professionista affermata, la seconda è una donna sempre elegantissima, la terza ha quel certo non so che (e il fatto che lo chiami "non so che" la dice lunga) da regina della casa.
Devo dire, che anche nei momenti più neri, in cui mi sono sentita responsabile per qualsiasi cosa non funzionasse nel mio matrimonio, dopo essermi massacrata nel mio personalissimo gioco delle differenze, mi veniva sempre da ribaltare il ragionamento e pensare che anche a loro mancavano tutta una serie di caratteristiche che invece avevo io e che secondo me erano pure abbastanza importanti e puntualmente mi arrabbiavo perché non sembravano essere abbastanza.
Certo, ora, tutta  la riflessione è diversa, ha perso inevitabilmente ogni componente dinamica e cerca di trovare collocazioni stabili, spiegazioni, interpretazioni, giustificazioni, conclusioni, che probabilmente si intrecciano con il percorso di elaborazione del lutto e tutte le sue varie fasi... che poi, stando a quanto dice wikipedia in materia, mi sa che il mio sta procedendo un po' a rovescio.
Così anche la gara con le ex ha perso un po' di significato, la ritrovo lì, nel marasma di ricordi che ho ammucchiato come scatoloni e che puntualmente ho paura di aprire perché non so mai cosa può venir fuori. Quanto sono stata, cosa sono stata è ormai dato acquisito, non più modificabile, come niente è modificabile di questa storia. E la lettura è solo mia.
Gli anni si sono sovrapposti come strati, è ovvio che i più difficili sono rimasti sopra e gravano con tutta la loro pesantezza su quelli precedenti ostacolando il riemergere del bello che prima era certo maggiore.
Da qualche parte, là sotto, sono sicura che c'è sempre anche la ragazza a cui ridevano gli occhi e che non avrebbe temuto alcun confronto, oggi invece a giocarselo sarebbe la donna che è rimasta, con i suoi sorrisi e gli occhi tristi. Forse avrebbe vinto lo stesso. Ma non c'è più partita.




(...)



martedì 28 febbraio 2012

la borsa piena di sassi

Stavo pensando che è davvero faticoso avere  una mente (o qualunque cosa sia che alberga in questo contenitore) che riesce ad andare in crisi anche con il cambio della borsa,  che si ritrova a pensare a come è difficile far entrare il contenuto  di quella vecchia e enorme che mi sono portata appresso in questi mesi, in una nuova e carina ma indiscutibilmente più piccola, che si sorprende ogni volta per quanti pezzi di vita sento il bisogno di tenervi dentro  anche se pesano salvo poi dimenticarmi di averli dietro e magari cercarli altrove, che non può fare a meno di notare  come certe decisioni le puoi rimandare e rimandare ma alla fine sono obbligate, che ti dimostra con le leggi dello spazio che devi scegliere tra i tuoi ed i suoi occhiali, tra il tuo ed il suo portafoglio, tra le tue e le sue chiavi...
Che ti dimostra che anche se hai scelto quel che dovevi scegliere, la tua  borsa continua a pesare.