venerdì 17 febbraio 2012

auguri mancati

Me lo sono chiesta tutto il giorno... forse, se quel telefono non si fosse scaricato proprio poco prima, l'avrei fatto. Che poi, a volte, il confine tra il fare e non fare è fatto solo di pochi gesti in più: allungare la mano sarebbe stato troppo facile per riuscire a resistere, ma prendere il caricabatteria, collegarlo, accendere... no, sarebbe stata un'azione già più articolata per poterla definire istintiva. E certe cose le devi fare senza rifletterci molto, anche se sono cose tue che non devi necessariamente dire a qualcuno. E tanto meno scriverci un post. Ma tanto non l'ho fatto, per cui posso scriverlo, no?
Cosa avrei scritto? Solo una parola ovviamente... del resto non era quella la cosa importante, quanto sentire il segnale nel mio telefono che annunciava l'arrivo del messaggio e vedere il nome scritto. Non ci sarebbe stata nessuna illusione, è chiaro... neanche per una frazione di secondo.
Solo una leggera e fugace sensazione di onnipotenza nel procurarsi un'emozione totalmente artificiale di cui solo io posso capire l'effettiva utilità.
Ancora non ho capito se ho avuto paura del mio pensiero irrazionale o coraggio per non aver fatto qualcosa di così poco logico. 
O forse non ho voluto esplorare  le infinite facce della mancanza. .



2 commenti:

Ilmondoatestaingiù ha detto...

sed, invece quello che hai fatto è stato proprio quello: esplorare, toccar con mano la mancanza.

Anche la mancanza di un sms che arriva dal suo telefono. L'hai materializzata.

Ti abbraccio

sed ha detto...

in realtà ho pensato solo di farlo... a volte pensare è come fare. O almeno lo sembra a noi pavidi :)